Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Diari di viaggio: appunti su un oggetto della seconda guerra mondiale


05 Jan

Disclaimer: questo post ha esclusivamente interesse storico e personale. Non è un elogio della guerra, ma una riflessione sull’orrore che la sua potenza distruttiva rappresenta. Non è un testo accademico (mancano le fonti), ma raccoglie appunti e osservazioni personali.

Al Dockland Museum di Londra, che ho visitato qualche mese fa, c’era una sezione dedicata alla Seconda Guerra Mondiale.

Quando ho visto questa bomba, mi è tornata in mente un’altra foto scattata quando ero bambino durante una gita di famiglia a Malta (il luogo é la Rotonda di Mosta). Ho deciso perciò di riprodurre la stessa posa di 40 anni prima. 

Oltre alla cifra tonda in termine di anni trascorsi tra una foto e l’altra, una interessante coincidenza è che le due bombe non sono solo simili, ma sono esattamente lo stesso modello di bomba. La forma della bomba è piuttosto comune, ma possiamo capire che si tratta della stessa, a causa dei due fori sul fianco sono di uguali dimensioni e posizione (quello in alto era per poterla riempire, quello inferiore per l’ispezione).

Si tratta di una Blockbuster 4000 lb “Cookie”, in dotazione alla Royal Air Force britannica.

Mosso dalla mia solita curiosità e dall’interesse per la storia moderna ho deciso di approfondire l’argomento.

Panoramica del contesto

Malta era una base britannica strategica che permetteva di colpire le rotte di rifornimento dell’Asse verso il Nord Africa. Principalmente per questo motivo, dal 1940 al 1942 Malta fu uno degli obiettivi più martellati dell’intero conflitto. Gli attacchi iniziarono con la Regia Aeronautica Italiana (giugno 1940), ma dal 1941 la Luftwaffe tedesca intervenne massicciamente, soprattutto con la formazione X Fliegerkorps.

Anche l’area dei docks di Londra — inclusa l’Isle of Dogs [link articolo] — fu una delle zone più martellate dai bombardamenti tedeschi durante il Blitz (1940–1941). I Royal Docks, i West India Docks e tutta l’Isle of Dogs erano obiettivi primari: lì passavano le forniture vitali per il Regno Unito.

Le bombe e il loro impiego

La bomba “blockbuster” britannica da 4.000 lb, é uno dei tipi più iconici e devastanti usati durante la seconda guerra mondiale in particolare dalla RAF, a partire dal 1941, per radere al suolo interi isolati nelle città tedesche.

La progettazione fu semplice e brutale:

  • pareti sottili → più spazio per l’esplosivo
  • esplosione “ad aria” → onda d’urto enorme
  • effetto: sfondare tetti, finestre e strutture su un’area molto vasta
  • Spesso combinata con bombe incendiarie da 6000 lb circa per amplificare i danni.

Un solo ordigno poteva spazzare via un intero isolato: da qui il soprannome “blockbuster”.

Varianti

  • HC 4000 lbBlockbuster – “Cookie” (quella più comune che la foto sembra mostrare)
  • HC 8000 lb

Modelli successivi

  • 12000 lb – Tallboy (Sembra che gli anglofoni usino frequentemente chiamare “boy” le bombe – vedi atomiche contro il Giappone)
  • 22000 lb – Grand Slam

Le Tallboy e le Grand Slam, spesso confuse con le blockbusters per peso, appartenevano in realtà a una categoria diversa: le cosiddette “earthquake bombs”, progettate per distruggere strutture sotterranee e fortificazioni.

Come venivano sganciate

Le 4.000 lb “Blockbuster” erano troppo voluminose per gli aerei medi:
solo i bombardieri pesanti — Wellington (modificato), Halifax e soprattutto Avro Lancaster — potevano portarle (una per volta).

Venivano sganciate da quota medio-alta (2.000–5.000 metri) per massimizzare l’onda d’urto.

Non serviva precisione chirurgica: erano progettate per spazzare via aree, non punti specifici.

Il risultato era semplice:
→ la “cookie” abbatteva tetti e finestre
→ le incendiarie entravano negli edifici e finivano il lavoro

La RAF chiamava questa combinazione “opening the city up”.

Le bombe nemiche inesplose sono sovente esposte nei musei come questi. 

Uso operativo

Usata dalla RAF contro:

  • Berlino
  • Colonia
  • Essen
  • Amburgo
  • Brema
  • Dortmund

Perché è esposta a Londra e Malta

A questo punto ci si chiederebbe: se la bomba era britannica, come mai queste due erano esposte nel Regno Unito e paesi alleati che invece avrebbero dovuto lanciarle?

Londra

Molti musei britannici (Museum of London Docklands, Imperial War Museum, RAF Museum) espongono blockbusters come simbolo del bombardamento strategico — sia quello subito (Blitz) sia quello condotto dalla RAF in Europa.

Malta

La RAF basata a Malta (Ta’ Qali, Hal Far, Luqa) usava le isole come base strategica per:

  • colpire la flotta italiana
  • attaccare convogli nel Mediterraneo
  • colpire basi in Sicilia
  • colpire aeroporti e infrastrutture dell’Asse

A Malta operavano Wellington, Halifax e Liberator, che potevano trasportare una 4.000 lb HC (anche se non frequentemente nel teatro mediterraneo).

Molte Cookie venivano gettate in mare quando questi aerei dovevano rientrare con problemi.

Negli anni ’60–’70 parecchi ordigni britannici furono recuperati dal fondale del Grand Harbour e da Marsamxett.

Il luogo dove é stata scattata la foto del 1985 è La Rotonda di Mosta, una chiesa che ospita una sezione storica inerente alla seconda guerra mondiale, dove il principale reperto è una bomba tedesca caduta sulla suddetta chiesa ma miracolosamente inesplosa.

Paradossalmente, questa bomba inesplosa è una replica dell’originale, e non si è neanche sicuri di quanto sia fedele a questa, che fu disinnescata e portata via subito dopo l’incidente.

Potrebbe essere una tedesca SC 500, che somiglia alla blockbuster, ma la “Cookie” inglese aveva un corpo cilindrico perfettamente liscio, molto più lungo e più grande di diametro, con testate piatte e proporzioni completamente diverse.

Conclusioni

La somiglianza tra le due foto é stato un espediente per approfondire alcuni argomenti storici, cosa molto divertente e facile con le tecnologie attuali. E’ stato anche istruttivo ricordare, qualora ce ne fosse bisogno, quale orrore fu la seconda guerra mondiale. Anzi, ripensandoci visto il clima che si respire in questi mesi, il bisogno di ricordare quell’orrore c’è, eccome. 

What if: E se il primo allunaggio fosse fallito?


19 Jul

Come tutti sappiamo (ma a volte qualche cospirazionista mette in dubbio), il 21 Luglio 1969, la missione Apollo 11, esegue il primo allunaggio della storia dell’uomo. Da allora, di questa impresa si sono esplorati diversi aspetti. Dalla storica frase di Armstrong, a quanto fosse stato complicato il tutto con i mezzi di allora, a quante altre scoperte scientifiche successive sono state rese possibili da questa sfida, al fatto che il dispositivo che sto usando io per scrivere, e voi per leggere, é infinitamente più potente dei “super” computers di allora.

L’informatica Margaret Hamilton posa con il software di guida dell’Apollo che lei e il suo team hanno sviluppato al MIT.

Ovviamente ci sono anche gli aspetti di politica a contorno, la gara contro l’URSS per prima.

Quello che non ci viene in mente subito, perché focalizzati sulla titanicità dell’impresa é: E se la missione fosse fallita?

Come andarono le cose

Il presidente degli stati uniti di allora era Richard Nixon (quello del Watergate per intenderci), e al successo della missione, nonostante i limiti della tecnologia di allora, fu messo in contatto con gli astronauti e questa é la conversazione:

President Nixon:
“Hello, Neil and Buzz, I’m talking to you by telephone from the Oval Room at the White House. And this is the president of the United States. I just want to say that I’m sure I speak for every American, and for people all over the world, in saying that we’re all very proud of what you’ve done. For one priceless moment in the whole history of man, all the people on this Earth are truly one. One in their pride in what you’ve done, and one in our prayers that you’ll return safely to Earth.”


Neil Armstrong (commander of Apollo 11):
“Thank you, Mr. President. It’s a great honor and a privilege for us to be here, representing not only the United States but men of peace, of all nations, and we thank you.”


President Nixon:
“We’ve got some time to wait. We’ll wait for the next step. We’re looking forward to your safe return.”


Buzz Aldrin (lunar module pilot):
“Thank you, Mr. President. It’s a beautiful place, and we’ve had a good time. We’re sure glad to be back.”


President Nixon:
“I believe you are! I believe you are! I know that the world is waiting with you to hear the final message of the day. We wish you the very best in all of your future endeavors.”

Tradotto:

President Nixon:
Salve, Neil e Buzz, vi parlo per telefono dalla Sala Ovale della Casa Bianca. Sono il Presidente degli Stati Uniti. Voglio solo dire che sono sicuro di parlare a nome di tutti gli americani e delle persone di tutto il mondo, dicendo che siamo tutti molto orgogliosi di quello che avete fatto. Per un momento inestimabile nell’intera storia dell’uomo, tutte le persone su questa terra sono veramente una cosa sola. Uno nell’orgoglio per quello che avete fatto e uno nelle nostre preghiere perché torniate sani e salvi sulla Terra.


Neil Armstrong (commander of Apollo 11):
“Grazie, signor Presidente. È un grande onore e un privilegio per noi essere qui, in rappresentanza non solo degli Stati Uniti ma degli uomini di pace di tutte le nazioni, e vi ringraziamo.”


President Nixon:
“Abbiamo un po’ di tempo per aspettare. Aspettiamo il prossimo passo. Aspettiamo con ansia il vostro ritorno in sicurezza”.


Buzz Aldrin (lunar module pilot):
“Grazie, signor Presidente. È un posto bellissimo e ci siamo divertiti. Siamo sicuramente contenti di essere tornati”.


President Nixon:
“Io credo che tu lo sia! Io credo che tu lo sia! So che il mondo sta aspettando con voi di ascoltare l’ultimo messaggio della giornata. Ti auguriamo il meglio in tutte le tue imprese future”.

Su YouTube ne vediamo il filmato integrale dell’epoca:

E se…

Come ogni missione sperimentale e scientifica, pur prendendo tutte le precauzioni possibili e con il massimo impegno per scongiurarlo, il fallimento é contemplato. Se questo accade dal punto di vista tecnico e scientifico, accade anche dal punto di vista comunicativo e politico.

Fu infatti chiesto a William Safile (giornalista Premio Pulitzer e scrittore di discorsi ufficiale della Casa Bianca), di scrivere un discorso che il presidente avrebbe dovuto pronunciare in caso di fallimento.

Qualche mese fa sono stato all’MIT di Boston, e nella sezione dedicata all’intelligenza artificiale del dell’Università, ho trovato l’installazione che vedete in questo video, é che ha ispirato questo post:

Si tratta di un Deepfake, cioè un video generato con l’IA, che simula il fallimento della missione con tanto del discorso sopracitato (e falsamente pronunciato) del presidente. Il video veniva visualizzato su una TV dell’epoca per rendere l’esperimento più immersivo.

Su YouTube ne é presente la versione integrale con una migliore qualità audio e video:

In rete é anche facile reperire il dattiloscritto del discorso:

Il discorso integrale tradotto:

Il destino ha voluto che gli uomini che sono andati sulla Luna per esplorarla in pace, rimarranno sulla Luna per riposare in pace.

Questi uomini impavidi, Neil Armstrong ed Edwin Aldrin, sanno che non c’è speranza per il loro recupero. Ma sanno che c’è speranza per l’umanità nel loro sacrificio.

Questi due uomini stanno donando le loro vite per l’obiettivo più nobile dell’umanità: la ricerca della verità e della conoscenza.

Si addoloreranno le loro famiglie e i loro amici; si addolorerà la loro nazione; si addolorerà tutta la gente del mondo; si addolorerà la Madre Terra per avere osato mandare due dei suoi figli verso l’ignoto.

Nella loro esplorazione, hanno unito le popolazioni del mondo come se fosse una; nel loro sacrificio, hanno legato ancora più strettamente la fratellanza tra gli uomini.

Nei tempi antichi, gli uomini hanno guardato le stelle e hanno visto i loro eroi nelle costellazioni. Oggi, noi facciamo lo stesso, ma i nostri eroi sono uomini in carne e ossa.

Altri seguiranno e certamente troveranno la loro via di casa. La ricerca dell’Uomo non verrà negata. Ma questi uomini erano i primi, e i primi resteranno nei nostri cuori.

Ogni uomo che guarderà la Luna nella notte, saprà che c’è, da qualche parte, un piccolo angolo che sarà per sempre l’umanità.

Considerazioni

Al di là delle considerazioni emotive di cosa é successo, e di cosa sarebbe potuto succedere, ho trovato l’esperimento di creare questa realtà alternativa un esperimento curioso e interessante.

Molte sono le riflessioni sui retroscena che non vediamo e le possibili alternative, i punti di vista di un evento che pensiamo di conoscere a fondo.

Possiamo anche speculare su sliding doors, dimensioni parallele dove le cose sono andate diversamente etcetera.

Lascio perdere le considerazioni etiche sui deepfake, del quale tanto ci sarebbe da discutere, più di quanto si sia già fatto.

Umili Liriche

musica, appunti e riflessioni sull'universo conosciuto